Uno smalto è essenzialmente un vetro. Quando il forno raggiunge la temperatura giusta, le materie prime che compongono lo smalto si sciolgono, si mescolano e poi si solidificano raffreddandosi. Il risultato dipende da cosa c'è nello smalto, da che argilla c'è sotto, e da come il forno gestisce la temperatura.

La composizione di uno smalto

Uno smalto base è composto da tre elementi: un fondente (che abbassa il punto di fusione), un refrattario (che dà struttura e impedisce allo smalto di colare) e un vetrificante (di solito silice, che forma il vetro). A questi si aggiungono gli ossidi coloranti: ossido di ferro per i marroni e i neri, ossido di rame per i verdi e i turchesi, ossido di cobalto per i blu, ossido di manganese per i viola e i marroni scuri.

Temperatura di cottura e cono pirometrico

Gli smalti sono formulati per una temperatura specifica, misurata in gradi Celsius o con i coni pirometrici (un sistema di riferimento usato in ceramica da oltre un secolo). Al Farenvorix lavoriamo principalmente con smalti per cottura a 1260-1280°C, che corrisponde al cono 10. A questa temperatura le argille stoneware vetrificano completamente e gli smalti sviluppano le loro caratteristiche migliori.

Cottura ossidante e cottura riducente

In un forno elettrico l'atmosfera è ossidante: c'è ossigeno in abbondanza. In un forno a legna come il nostro Anagama si può creare una riduzione, cioè una carenza di ossigeno, che cambia il comportamento degli ossidi metallici. Lo stesso smalto al rame che in cottura ossidante dà un verde, in riduzione può diventare rosso. Queste trasformazioni sono parzialmente prevedibili e parzialmente no, il che è esattamente il motivo per cui il forno a legna continua a sorprendere.

Perché lo stesso smalto dà risultati diversi

L'argilla sottostante influenza lo smalto in modo significativo. Un celadon su stoneware grigia e lo stesso celadon su argilla rossa di Impruneta danno due colori diversi, perché l'argilla rossa contiene ferro che migra nello smalto durante la cottura. Anche lo spessore di applicazione cambia tutto: uno smalto al ferro applicato sottile dà un marrone chiaro, applicato spesso dà quasi il nero. Per questo nei workshop di smaltatura lavoriamo sempre su piastrelle di test prima di applicare su pezzi finiti.

Se vuoi capire gli smalti dal vivo, il workshop di smaltatura di ottobre è il posto giusto. Sei ore, massimo otto persone, con accesso a tutti gli smalti del laboratorio. Le iscrizioni aprono a settembre: scrivici per essere avvisato.