Il forno Anagama è una camera di cottura a legna di origine giapponese, diffusa in Europa dagli anni Settanta grazie a ceramisti come Shoji Hamada e Bernard Leach. Il nostro è stato costruito nel cortile del laboratorio nell'autunno del 2019, con l'aiuto di Kenji Watanabe, ceramista fiorentino di origine giapponese. Ci sono voluti quattro mesi e più mattoni refrattari di quanti volessimo contare.

La struttura del forno

Un Anagama è essenzialmente un tunnel: una camera lunga con la bocca del fuoco a un'estremità e il camino all'altra. I pezzi vengono caricati all'interno su shelf refrattari. Il fuoco entra dalla bocca, percorre la camera e fuoriesce dal camino. La temperatura non è uniforme: la zona vicina alla bocca è più calda e riceve più cenere, quella vicina al camino è più fresca e ha un'atmosfera più ossidante. Ogni posizione nel forno produce risultati diversi.

Il caricamento

Caricare il forno è un lavoro che richiede mezza giornata. I pezzi vengono posizionati su shelf di cordierite separati da colonnine refrattarie. Alcuni pezzi vengono messi direttamente sul pavimento del forno, senza shelf, per ricevere più cenere. La distanza tra i pezzi deve essere sufficiente perché la cenere possa depositarsi su tutte le superfici, ma non così grande da sprecare spazio. Ogni caricamento è diverso dal precedente.

La cottura: 36 ore

La cottura inizia lentamente, con legna fine, per eliminare l'umidità residua dai pezzi. Nelle prime dodici ore la temperatura sale gradualmente fino a circa 900°C. Poi si aggiunge legna più grossa e la temperatura sale più in fretta. Tra le 20 e le 30 ore si raggiunge il picco, intorno ai 1280°C. In questa fase si può creare la riduzione chiudendo parzialmente la bocca del fuoco: l'ossigeno diminuisce e gli ossidi metallici cambiano comportamento. Le ultime ore sono di mantenimento della temperatura prima del raffreddamento.

La cenere e le superfici

La cenere di legna che si deposita sui pezzi durante la cottura è il materiale più interessante del forno Anagama. A temperature superiori ai 1200°C la cenere si scioglie parzialmente e forma una vetrina naturale, chiamata 'yohen' in giapponese. Il colore e la texture dipendono dal tipo di legna (usiamo quercia e olivo), dalla posizione del pezzo nel forno, e dalla composizione dell'argilla. Nessuna di queste variabili è completamente controllabile, il che rende ogni cottura un esperimento.

Gli studenti del corso avanzato hanno accesso alla cottura Anagama di giugno. Se vuoi capire come funziona prima di iscriverti, vieni a una delle nostre serate aperte: la prossima è in programma per settembre. Scrivici per la data esatta.